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Il bilancio dei primi 6 mesi da portavoce.

M5S SETTIMO MILANESE

GIUDICATE VOI…

Qual è stato l’impegno del Movimento 5 stelle di Settimo Milanese in questi mesi?

Per cosa ci siamo spesi?

Abbiamo distrutto e solo criticato l’operato degli altri?

O abbiamo cercato di fare proposte concrete a favore della cittadinanza?

6 MESI 6 AZIONI

  1. GIUDIZIO SUI PORTAVOCE Sono passati sei mesi da quando il Movimento 5 Stelle è rappresentato all’interno del comune di Settimo Milanese. Abbiamo tre Consiglieri: Salvatore Procopio, Marta Fusari e Matteo Colombo. Nella riunione del 10 dicembre 2014 hanno “rimesso il mandato” nelle mani degli attivisti, che hanno giudicato positivamente il loro operato: sono stati riconfermati.
  2. PRESENZA DEI CONSIGLIERI i nostri tre Consiglieri sono al 100% di presenza a tutti i Consigli Comunali e in tutte le Commissioni: siamo l’unico gruppo a poter vantare questo primato.
  3. PRESENZA DEI NON ELETTI Abbiamo attivisti e simpatizzanti che collaborano con i Consiglieri: qualcuno di noi è sempre stato presente sia ai Consigli che alle Commissioni. Significa che anche i non eletti sono fedeli all’impegno assunto con chi li ha votati
  4. PRESENZA SUL TERRITORIO continuiamo a incontrarci il martedì sera in un bar (Seven Bar): un luogo pubblico al quale tutti possono accedere per esprimere la propria opinione, fare segnalazioni e portare il proprio contributo.
  5. GOVERNO DI MINORANZA con le attuali leggi gli strumenti di azione sono limitati, ma li abbiamo sfruttati al massimo: emendamenti al Bilancio, proposte di delibera e mozioni (proposte di modifiche al bilancio in favore delle fasce deboli e di progetti utili alla comunità, di rinuncia al gettone di presenza dei Consiglieri, di assegnazioni degli orti comunali ai disoccupati, di raccolta differenziata sul territorio). E ancora interrogazioni su temi importanti per la cittadinanza (domande su TASI, progetto Interconnector di Terna, area ex-Ferretti, sicurezza, ispezione negli uffici comunali, clima e sicurezza nelle scuole, mezzi pubblici nelle fasce serali, manutenzione biblioteca, etc.) per coerenza con il nostro programma elettorale.
  6. COMUNICAZIONE abbiamo una pagina Facebook, un sito internet (settimomilanese5stelle.it) nel quale pubblichiamo costantemente articoli e relazioni sulla realtà di Settimo, periodicamente stampiamo un giornalino affinché tutti possano essere aggiornati sulle nostre attività.

 

FATTI…NON SOLO PAROLE: orgogliosi di esserci, a servizio dei cittadini!

TARtassatI un’altra volta

Molti cittadini in questi giorni stanno ricevendo il bollettino da pagare per il “corrispettivo rifiuti”.
Le lamentele sono molte e comprensibili.
Infatti, a fronte di un atteggiamento virtuoso dei cittadini, la “tassa” rimane stabile o cresce. In altre parole i cittadini differenziano sempre meglio, ma l’unica a beneficiare della nostra virtuosità è la nostra amata Mantova Ambiente, con un aumento del fatturato.
I conti non sono facili da comprendere, neanche per me che faccio parte della commissione bilancio del Comune, ma proverò a spiegarli.

Il corrispettivo si divide fondamentalmente in tre parti:

  • quota fissa
  • quota variabile raccolta differenziata (quota variabile 1)
  • quota variabile a misura (quota variabile 2)
In realtà sono tre parti fisse, ma ci si diverte a chiamarle così (non è solo questione di divertimento).
La quota fissa si ottiene da due fattori. Il primo dipende dal numero di componenti della famiglia, l’altro dal numero di metri quadri abitati.
quindi = (euro/mq.) X (mq.)
La quota variabile raccolta differenziata o quota variabile 1 dipende dal numero di componenti della famiglia e presume che ogni famiglia ogni giorno produca un tot. kg. di rifiuti differenziati (carta, plastica, umido, vetro, ecc.) . Cosa avrà mai di variabile? Che tu sia virtuoso o no paghi quella cifra.
La quota variabile a misura o quota variabile 2 è determinata dal numero di sacchetti “chippati” che noi conferiamo nel cassonetto nero. Ogni sacchetto costa €/lt. 0,032421 X 20 litri. In altre parole circa 65 centesimi a sacchetto. Ma anche questa è stata trasformata in fissa. Infatti chi amministra Settimo ha deciso che minimo ogni famiglia deve conferire tot. sacchetti. Se non lo fa è perché c’è del marcio (non nel sacchetto). Infatti prevede che un single debba conferire almeno 16 sacchetti all’anno. Una famiglia di 4 persone minimo 48 sacchetti (vale a dire, ferie escluse, un sacchetto alla settimana. Anche qui quindi hanno trasformato in fisso ciò che è variabile per sua natura. Anche qui non si premiano i cittadini virtuosi, anzi si sospetta di loro.
Alle tre quote si sommano l’addizionale provinciale (5%) e l’IVA (10% non sull’addizionale però).
Cosa c’è che non va?
1. Sono diminuiti i rifiuti indifferenziati, ma i passaggi sono sempre tre alla settimana. Si potrebbero risparmiare oltre 130.000 euro su 411.000 euro passando solo due volte la settimana. (N.B. in molti paesi si è già arrivati ad un passaggio settimanale!)
2. Paghiamo 105 euro a tonnellata per smaltire l’umido (più dell’indifferenziato!), quando in zona si riesce a smaltire ad 80 euro a tonnellata. Altro risparmio di oltre 40.000 euro su 173.000.
3. La gestione della piattaforma ecologica, oltre a far buchi da tutte le parti con furti e situazioni anche pericolose, potrebbe essere fatta alla ricicleria AMSA distante poche centinaia di metri. Anche qui qualche decina di migliaia di euro da risparmiare.
4. Si potrebbe chiedere dettaglio dei costi generali di gestione che ammontano ad ormai 130.000 euro senza che siano mai stati giustificati da Mantova Ambiente.
5. Si potrebbe educare meglio la cittadinanza ad acquisti senza confezioni, o perlomeno ridotte. Si potrebbe andare a parlare con i due grossi centri commerciali per la produzione di imballaggi facilmente riciclabili. Avete presente i sacchetti con carta e plastica insieme e altre cose simili? Vi ricordo che se abbiamo diminuito l’indifferenziato, al contempo la quantità di rifiuti totale e cresciuta seppur di poco.
In altre parole è necessario che l’amministrazione cominci a lottare con Mantova Ambiente per far risparmiare i cittadini. A quando una diminuzione della “TASSA RIFIUTI?”. Ogni anno se ne inventano una per farla crescere o non diminuire. Speriamo il 2015 sia l’anno della svolta, ma faccio fatica ormai a crederci.
Salvatore Procopio.

La differenziata, una pratica quotidiana

Il gruppo che si è occupato della parte del programma riguardante l’ambiente e lo sviluppo sostenibile ha individuato alcuni interventi che possono rendere più virtuoso il nostro Comune in merito alla raccolta dei rifiuti. In questo breve spazio proviamo a descriverne alcuni.

Girando un po’ tra i vari paesi dell’hinterland milanese, ci siamo accorti che alcuni comuni hanno adottato dei cestini pubblici “differenziati”, ovvero dei cestini suddivisi in quattro, con dei contenitori per la plastica e alluminio, per il vetro, per la carta e per l’indifferenziata. Ovviamente non ci siamo meravigliati, perché non sono del tutto una novità questi cestini, però l’averli visti ci ha fatto pensare quanto un provvedimento semplice e a basso costo possa fare tanto sia per l’ambiente ma anche per l’educazione dei più giovani. Proviamo a pensare a vent’anni fa quando si buttavano via tutti i rifiuti domestici in un unico cassonetto, al massimo si faceva lo sforzo di andare a gettare il vetro nelle “campane verdi” in giro per il paese (per me che ero bambino a volte solo per il gusto di sentire il vetro rompersi).

Poi si è iniziata a fare la raccolta differenziata nei condomini, prima solo della carta e della plastica, infine è arrivato l’umido. In una prima fase tutte le famiglie si sono dovute abituare ad una pratica meno comoda, però i più piccoli che vedevano il papà o la mamma iniziare a differenziare in casa i rifiuti, per loro questa è stata percepita come un’azione normale. E allora se è normale all’interno delle famiglie, perché non deve essere possibile anche in giro per il paese? Se il mio senso civico ed ecologico deve essere presente nelle mura domestiche, che senso ha che quando esco di casa non mi sia permesso esprimere tale senso civico? Se al posto dei normali cestini che sono in giro per il paese ci fossero dei cestini per la raccolta differenziata, qual è la quantità di rifiuti che il comune di Settimo Milanese potrebbe differenziare ed usare come risorsa? Riteniamo quindi che un investimento di poca entità quale quella di tali cestini porti in breve tempo un aumento dei rifiuti riciclati e anche un ritorno economico. Non meno importante la parte educativa di questo intervento, perché se il bambino vede il genitore o anche un semplice passante “effettuare una scelta” sull’oggetto da buttare e decidere di buttarlo nell’apposito cestino, quel bambino quando crescerà effettuerà tale scelta in maniera automatica senza nemmeno rendersene conto, acquisendola da subito come “buona pratica”.

cestino_1

Sempre in tema di educazione, abbiamo pensato che sarebbe bello istituire nelle scuole un evento nel quale le varie classi si “sfidano” a chi porta più rifiuti da riciclare (ovviamente materiali non pericolosi quali carta e plastica). Organizzare anche delle visite guidate che portino le scolaresche a visitare i luoghi dove si riciclano i rifiuti, mostrando così ai bambini dove vanno a finire i loro sforzi di separare gli scarti, e come vengono riutilizzati. E perché no? Magari facendo anche vedere come viene prodotta una bottiglia di plastica o un giornale e quanta materia prima viene usata.