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Ci fanno davvero girare le “pale”.

Il rapporto del nostro consigliere Fusari.

Il Movimento 5 Stelle di Settimo Milanese ha deciso, presentando un’interrogazione nel Consiglio Comunale del 24 luglio scorso, di dar voce a un gruppo di genitori ed insegnanti che da anni chiedono un intervento interpellando l’ASL Milano 1 e l’ufficio tecnico per tamponare le situazioni non adeguate di microclima nelle nostre scuole. Sono state richieste informazioni e avanzate proposte di istallazione di pale di ventilazione in alcuni ambienti.

Preso atto della risposta dell’assessore di competenza, Maddalena Gallina, il consigliere comunale responsabile ha così commentato considerandosi solo parzialmente soddisfatto per questioni che hanno fatto emergere incongruenze, tra i problemi riportati dall’assessore nella sua risposta e che hanno comportato un parere negativo all’istallazione di pale di ventilazione, e la situazione presente, poiché pale di ventilazione sono già istallate in alcuni ambienti delle nostre scuole (Nido Comunale e Infanzia Statale di Settimo Centro), richiedendo di conoscerne i criteri di istallazione.

La risposta dell’assessore presenta una superficiale conoscenza non tanto della materia trattata quanto della realtà delle nostre strutture scolastiche cadendo, in conclusione di risposta, in moralismi riguardanti le condizioni climatiche.

In conclusione, ribadita l’importanza di dar luogo ad un incontro con genitori e insegnanti sull’argomento, così come indicato nella risposta dall’assessore Gallina, si è proposto di potenziare la collaborazione politica con la parte tecnica che si occupa di questo Comune, l’ufficio tecnico, auspicando di poter accedere ai fondi sbloccati dall’attuale governo sull’edilizia scolastica. Per il momento il tutto si conclude con una risposta inadeguata e una gran giramento di “pale”… ma non nei luoghi richiesti da genitori ed insegnanti, bensì altrove.

I nostri giovani non dormono: Palazzo Granaio sì.

L’estate è alle porte e come ogni anno, con l’arrivo della stagione estiva inizieranno, puntuali come le zanzare, le lamentele per il rumore creato dai giovani che utilizzano luoghi pubblici per incontrarsi e per uscire la sera.

La maleducazione, ahimè, non è l’unica causa per cui i nostri ragazzi decidono di mettersi sotto le finestre delle persone per chiacchierare. Perché Settimo Milanese manca di luoghi d’aggregazione per i preadolescenti e per i giovani e i pochi che ci sono, come Piazza dell’incontro trai popoli, sono male organizzati.

Dopo un’attenta analisi di tutti i luoghi presenti sul nostro Bel Comune, risulta evidente come Palazzo Granaio si sposi con l’idea del catalizzatore per le attività giovanili. Il confronto e lo studio necessario per capire come migliorare l’utilizzo di uno spazio, che offrirebbe svariate possibilità di aggregazione sociale, non sono davvero mancati: dialogando coi cittadini ai banchetti, nelle agorà abbiamo raccolto proposte per ricondurre la progettazione futura di questo spazio ai bisogni reali, ben sapendo che si potrebbere offrire serivizi di eccellenza per i giovani e per le famiglie. Anche i risultati di un sondaggio messo in rete un mese fa confermano la nostra tesi: oltre il 70% dei cittadini che hanno risposto al nostro sondaggio auspica la creazione di un’area giovani orientata all’organizzazione di aule studio, gestione eventi artistici (musicali e non) e la possibiltà di avere anche un caffè letterario. Insomma le idee non mancano e le sinergie dei cittadini sono davvero il centro di ogni scelta futura per riqualificare Palazzo Granaio.

sondaggio-Granaio

Ma ripercorriamo un attimo la cronistoria…

Palazzo Granaio è stato acquistato dal nostro Comune durante l’ultima amministrazione Bianchi, numerose gestioni si sono susseguite fino all’approdo nello stato onirico in cui si trova oggi. La mediocrità, ancora una volta, colpisce il nostro comune: possediamo un bene prezioso in potenziale ma non lo sfruttiamo adeguatamente. Proprio su Palazzo Granaio, il gruppo “politiche giovanili” ha sviluppato alcuni progetti. Partendo dalla consapevolezza che il grande evento musicale, così come era concepito in precedenza, non può più ridursi nel contenitore P. Granaio, è stata ipotizzata la riapertura di un pub/caffè letterario che segua i consoni orari di chiusura. Un pub, dunque, non più una sala concerti. Un pub che vorremmo avesse l’impostazione socioculturale del caffè letterario. Entriamo nel dettaglio: la possibilità di leggere un buon libro accompagnato da un caffè, la sera ritrovarsi per bere qualcosa con gli amici ascoltando, magari, un bravo musicista in acustica, un giovane scrittore o attore che espone il suo nuovo pezzo, o semplicemente, chiacchierando e godendo alla vista delle opere che un giovane artista ha avuto la possibilità di esporre. Tutto nello stesso locale. Farebbe la differenza, no?

Ma Palazzo Granaio potrebbe essere ancora molto di più: potrebbe essere allestita una ludoteca per i preadolescenti, delle aule studio per gli universitari, un servizio di integrazione al dopo scuola, laboratori creativi per la prima infanzia e corsi vari.

Potrebbe diventare sede di nuove associazioni, potrebbe diventare una vetrina per la produzione locale attuando il progetto di MadeinSettimo (Creazione di un brand locale per la promozione della produzione artistico/artigianale/culturale locale agevolando, così, la possibilità di trasformare passioni ed hobbies in professioni concrete, generando una vetrina dove poter acquistare la produzione del territorio, a chilometro zero). Palazzo granaio potrebbe diventare un supporto per il tempo libero e una possibilità di nuova imprenditoria giovanile. Un luogo per i giovani ma non solo. Perché i ragazzi non vanno ghettizzati, vanno riabituati alla possibilità di vivere il territorio in modo sano e civile.

Palazzo Granaio rappresenta veramente una molteplicità di possibilità per i cittadini, è solo necessaria un’amministrazione che non scelga più da sola quali siano le priorità di Settimo Milanese, ma che collabori attivamente con tutti i cittadini, anche con quei giovani capaci di alzare la voce sotto le finestre, ma spesso intimiditi e reticenti nel mostrarsi attivi sul territorio.