Category Archives: sviluppo sostenibile e ambiente

UNA BATTAGLIA VINTA: LA CREAZIONE DEL FONDO AMIANTO

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Nell’ultimo Consiglio Comunale del 9 febbraio si è discusso dell’approvazione del DUP (Documento Unico di Programmazione) per il triennio 2017-2019. In questo documento, unitamente al Bilancio di previsione, l’amministrazione indica ogni anno le linee operative che intende seguire per conseguire la strategia del proprio programma elettorale. Le forze di opposizione durante la discussione possono avanzare proposte attraverso emendamenti al fine di garantire la copertura finanziaria su temi che ritengono rilevanti per la comunità. Gli emendamenti sono quindi gli strumenti politici consoni alle variazioni di stanziamento delle risorse nel bilancio di previsione. L’approvazione del DUP e la discussione degli emendamenti sono un’occasione politica per un confronto sui temi di interesse delle varie forze politiche.

In tale circostanza il M5S, da sempre attento alle politiche ambientali, ha chiesto alla maggioranza di considerare come emendamento la creazione di un fondo sull’amianto per risanamento del territorio con un contributo iniziale di 5000 euro.

Questo emendamento consiste nell’inserire fra gli “Interventi di educazione ambientale e Agenda 21”, alla voce “Sensibilizzare promuovere l’attenzione nei confronti dell’amianto e relativa bonifica”, l’istituzione “di un fondo comunale per lo smaltimento amianto da parte di privati, facendosi promotore e/o garante per le aziende che volessero usufruire dell’accesso alle risorse ai fini dello smaltimento dell’amianto”. E lo abbiamo fatto per il secondo anno consecutivo.

Infatti lo scorso anno questa proposta c’era stata bocciata perché ritenuta tecnicamente non valida. Quest’anno abbiamo ripresentato l’emendamento, rimotivando politicamente la richiesta di porre attenzione a questo tema. Siamo soddisfatti del confronto politico che ha portato all’accettazione dell’emendamento e alla creazione di questo fondo. Nei prossimi mesi verrà quindi presentato un regolamento per stabilire i criteri per l’erogazione dei contributi per l’eliminazione delle coperture in cemento-amianto per gli edifici residenziali.

Per ora si tratta una piccola battaglia pentastellata vinta, un risultato importante che vogliamo condividere con i cittadini.

Petizione modifica orari del sabato per la linea BUS 423 Settimo Milanese – San Siro Stadio Milano

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Ciao,

abbiamo appena lanciato la petizione “Comune di Settimo Milanese, ATM, Comune di Milano: Modifica orari del sabato per la linea BUS 423 Settimo Milanese – San Siro Stadio Milano”.
Sostienici anche tu apponendo la tua firma!

L’obiettivo è raggiungere 100 firme e ho bisogno di maggiore sostegno. Puoi saperne di più e firmare la petizione qui:

Grazie!

Petizioni – Settimo Milanese 5 Stelle

Resoconto del convegno No Inteconnector

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Crippa-m5sUna serata da ricordare! Il 20 novembre Il Movimento 5 Stelle di Settimo ha organizzato un incontro con i cittadini per informare e discutere sul progetto di costruzione di una centrale elettrica di interscambio sul territorio. In un’Aula Consigliare piena si è svolto un dibattito con la splendida partecipazione di due parlamentari del Movimento, Massimo De Rosa e Davide Crippa, di un consigliere regionale, Gianmarco Corbetta, del rappresentante del comitato “Cittadini no Interconnector, Nicola Faiffer, e del portavoce del gruppo ambiente del Movimento di Settimo, Omar Madé. L’idea era quella di informare la cittadinanza sul problema che incombe sulla città. Il dibattito si è svolto in modo puntuale, a partire da Faifer, attivista e cofondatore del comitato Cittadini no Interconnector, che ha illustrato i motivi per i quali tale opera è ritenuta non necessaria, anzi dannosa: egli da diverso tempo segue la questione e ha inviato nelle sedi apposite osservazioni inerenti la Valutazione di Impatto Ambientale e segnalazioni in Commissione Europea riguardo il mancato rispetto di normativa e procedure da parte dell’ente proponente. Il consigliere Corbetta ha riferito delle azioni svolte in Commissione Ambiente per tentare di portare l’impresa delegata alla costruzione, Terna, in Regione Lombardia, a spiegare come mai non sono state seguite le procedure normali per avviare tale progetto. Madè ha informato i cittadini riguardo alle azioni intraprese dal Movimento in Consiglio Comunale, compresa l’ultima mozione appena depositata e da discutere nel prossimo Consiglio. Ha inoltre rivolto a tutti l’invito a seguire i Consigli comunali, per tenere sotto pressione la Giunta. Di seguito sono intervenuti Massimo De Rosa, deputato della commissione Ambiente della Camera, che ha cercato di spiegare come il programma ambiente del Governo sia strutturato in modo caotico e con poca lungimiranza e come i referenti del Governo (in primis il Sottosegretario allo SviluppoEconomico Simona Vicari) abbiano risposto in modo vago alle richieste in Commissione, ennesima dimostrazione della inefficienza e superficialità del Governo Renzi. Il deputato Davide Crippa, membro della commissione Attività Produttive, ha fatto saltare sulla sedia la maggior parte dei presenti elencando le aziende che stanno dietro il progetto, come ad esempio l’ILVA e la Famiglia Riva, spiegando come queste società otterranno benefici indiretti dagli investimenti futuri. Ha fatto presente una procedura volta a dare benefici a aziende indagate e alla fine del progetto con l’inevitabile esborso da parte dello Stato per riacquistare l’opera dai privati. La serata si è infiammata alla replica dell’Assessore Micheloni che ha confermato la volontà della Giunta nell’ostacolare il piano, benché ribadendo l’intenzione di proporre uno spostamento dell’opera in altro sito! In diversi momenti però i deputati hanno ribadito l’inefficienza delle decisioni del Governo, punto sul quale evidentemente l’Assessore ha dissentito. Sono seguiti alcuni momenti di dibattito con alcuni interventi di cittadini e di rappresentanti di altri Comuni, ai quali hanno risposto i deputati. L’evento si è concluso con l’invito a proseguire la battaglia e l’auspicio che uniti si può ottenere molto.

L’intervento del nostro attivista Omar Madè

 

 In questo canale potete trovare gli altri contributi video della serata:

https://www.youtube.com/channel/UCYakj6rFCwGEhkoOm-B8ylw

 

Convegno No Interconnector

no-interconnector

volantino-no-interconnectorIl programma de M5S cita “Per accrescere l’offerta di energia elettrica non è necessario costruire nuove centrali, di nessun tipo. La prima cosa da fare è accrescere l’efficienza e ridurre gli sprechi delle centrali esistenti, accrescendo al contempo l’efficienza con cui l’energia prodotta viene utilizzata dalle utenze (lampade, elettrodomestici, condizionatori e macchinari industriali”
Il M5S di Settimo Milanese è alle prese con la costruzione di una cEntrale sul proprio territorio. Per questo Venerdì 20 abbiamo deciso di invitare i cittadini per discutere dell’inutilità di questo progetto deciso e imposto da Terna e concesso dal Governo.
La serata vedrà la partecipazione di parlamentari e personalità che insieme a noi stanno seguendo la vicenda per cercare di fermare l’eco mostro ed sarà un momento informativo ma anche di discussione perché tutti i cittadini siano consapevoli di quello che sta succedendo. Abbiamo bisogno di forze per contrastare questo ignobile iniziativa e mostrare a chi non si preoccupa del nostro territorio che forse sarebbe meglio cambiare idea.

TARtassatI un’altra volta

Molti cittadini in questi giorni stanno ricevendo il bollettino da pagare per il “corrispettivo rifiuti”.
Le lamentele sono molte e comprensibili.
Infatti, a fronte di un atteggiamento virtuoso dei cittadini, la “tassa” rimane stabile o cresce. In altre parole i cittadini differenziano sempre meglio, ma l’unica a beneficiare della nostra virtuosità è la nostra amata Mantova Ambiente, con un aumento del fatturato.
I conti non sono facili da comprendere, neanche per me che faccio parte della commissione bilancio del Comune, ma proverò a spiegarli.

Il corrispettivo si divide fondamentalmente in tre parti:

  • quota fissa
  • quota variabile raccolta differenziata (quota variabile 1)
  • quota variabile a misura (quota variabile 2)
In realtà sono tre parti fisse, ma ci si diverte a chiamarle così (non è solo questione di divertimento).
La quota fissa si ottiene da due fattori. Il primo dipende dal numero di componenti della famiglia, l’altro dal numero di metri quadri abitati.
quindi = (euro/mq.) X (mq.)
La quota variabile raccolta differenziata o quota variabile 1 dipende dal numero di componenti della famiglia e presume che ogni famiglia ogni giorno produca un tot. kg. di rifiuti differenziati (carta, plastica, umido, vetro, ecc.) . Cosa avrà mai di variabile? Che tu sia virtuoso o no paghi quella cifra.
La quota variabile a misura o quota variabile 2 è determinata dal numero di sacchetti “chippati” che noi conferiamo nel cassonetto nero. Ogni sacchetto costa €/lt. 0,032421 X 20 litri. In altre parole circa 65 centesimi a sacchetto. Ma anche questa è stata trasformata in fissa. Infatti chi amministra Settimo ha deciso che minimo ogni famiglia deve conferire tot. sacchetti. Se non lo fa è perché c’è del marcio (non nel sacchetto). Infatti prevede che un single debba conferire almeno 16 sacchetti all’anno. Una famiglia di 4 persone minimo 48 sacchetti (vale a dire, ferie escluse, un sacchetto alla settimana. Anche qui quindi hanno trasformato in fisso ciò che è variabile per sua natura. Anche qui non si premiano i cittadini virtuosi, anzi si sospetta di loro.
Alle tre quote si sommano l’addizionale provinciale (5%) e l’IVA (10% non sull’addizionale però).
Cosa c’è che non va?
1. Sono diminuiti i rifiuti indifferenziati, ma i passaggi sono sempre tre alla settimana. Si potrebbero risparmiare oltre 130.000 euro su 411.000 euro passando solo due volte la settimana. (N.B. in molti paesi si è già arrivati ad un passaggio settimanale!)
2. Paghiamo 105 euro a tonnellata per smaltire l’umido (più dell’indifferenziato!), quando in zona si riesce a smaltire ad 80 euro a tonnellata. Altro risparmio di oltre 40.000 euro su 173.000.
3. La gestione della piattaforma ecologica, oltre a far buchi da tutte le parti con furti e situazioni anche pericolose, potrebbe essere fatta alla ricicleria AMSA distante poche centinaia di metri. Anche qui qualche decina di migliaia di euro da risparmiare.
4. Si potrebbe chiedere dettaglio dei costi generali di gestione che ammontano ad ormai 130.000 euro senza che siano mai stati giustificati da Mantova Ambiente.
5. Si potrebbe educare meglio la cittadinanza ad acquisti senza confezioni, o perlomeno ridotte. Si potrebbe andare a parlare con i due grossi centri commerciali per la produzione di imballaggi facilmente riciclabili. Avete presente i sacchetti con carta e plastica insieme e altre cose simili? Vi ricordo che se abbiamo diminuito l’indifferenziato, al contempo la quantità di rifiuti totale e cresciuta seppur di poco.
In altre parole è necessario che l’amministrazione cominci a lottare con Mantova Ambiente per far risparmiare i cittadini. A quando una diminuzione della “TASSA RIFIUTI?”. Ogni anno se ne inventano una per farla crescere o non diminuire. Speriamo il 2015 sia l’anno della svolta, ma faccio fatica ormai a crederci.
Salvatore Procopio.

La rumenta che spaventa.

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Mercoledì 10 settembre, alle ore 18.30, la Commissione Bilancio si è riunita congiuntamente alla Commissione Ambiente per decidere sulla Tari, la “tassa sui rifiuti”.

Come cittadini abbiamo il diritto di assistere a queste riunioni (senza diritto alla parola) e questa è veramente un’occasione da non perdere, che andrebbe sempre sfruttata: consente di informarsi, ascoltare i discorsi dei Consiglieri, degli Assessori del nostro Comune , farsi un’idea di come si prendono le decisioni nella Pubblica Amministrazione e soprattutto come viene gestita la cosa pubblica.

riciclareQuesta riunione è risultata particolarmente istruttiva: la nostra impressione è stata che l’unica forza politica che si è preoccupata di capire e comprendere il metodo di tassazione e in generale la gestione della raccolta rifiuti sia stato il Movimento 5 stelle. Al di là delle casistiche personali, al di là della tutela dei privilegi di parenti ed amici, al di là della supponenza e della sufficienza con cui qualcuno ha dato per scontato certi temi, bollandoli come perfettamente comprensibili e giustificabili, senza dare in realtà l’impressione di conoscerli veramente a fondo.

Salvatore Procopio e Matteo Colombo hanno posto le domande che ciascun cittadino minimamente interessato alla gestione dei rifiuti avrebbe voluto porgere ai rappresentanti di Mantova Ambiente:

  • Come va la raccolta con in nuovi sacchetti grigi chippati? Quanto è costato questo servizio? Abbiamo risparmiato dei soldi?
  • Com’è cambiata la qualità della raccolta differenziata da quando è stato introdotto il nuovo metodo?
  • Come fanno a prevedere dove si attesteranno i dati di tutto l’anno utilizzando come trend l’ultima parte dello scorso anno (cioè solo dal momento in cui sono stati distribuiti i sacchetti grigi)? Il dato parziale ‘spalmato’ sui dodici mesi può essere così veritiero?
  • Quanto costa la raccolta dell’umido e dove viene portato?
  • È possibile avere una tabella coi dati e numeri della raccolta?
  • Non potrebbero essere ridotte le dimensioni dei sacchetti grigi, attualmente da 20 litri, dato che la dimensione e la naturale esigenza di riempirli al massimo porta disagio in alcuni momenti per il cattivo odore? A tutti è capitato di avere problemi buttando la confezione in polistirolo sporca di pesce o carne (perché ovviamente non va buttata nella plastica)!
  • Idem per i sacchetti arancioni dei pannolini, anch’essi da 20 litri: l’alta produzione e la materia stessa ci lascia immaginare cosa succede dopo pochi giorni.
  • Perché chi ha 10 box paga al mq. meno di chi ha solo il box di pertinenza?

Tante sono le domande poste e che hanno avuto risposte esaurienti da Mantova Ambiente.

Esaurienti risposte, ma non soddisfacenti nei contenuti al punto da pensare che la questione “rumenta” sia diventata un argomento di cui aver paura. Ma entriamo nel merito delle considerazioni oggettive per meglio comprendere i dati alla mano.

Aver prodotto il 30% in meno di rifiuti indifferenziati rispetto allo scorso anno, non solo non ci ha fatto risparmiare economicamente, ma ha fatto aumentare i costi per i cittadini.

Paghiamo 105 euro a tonnellata per smaltire l’umido e 85 euro a tonnellata per smaltire l’indifferenziata. Se per quest’ultima il prezzo è buono, per l’umido è carissimo. Non si può far meglio? Dicono di no, ma non è vero!

Abbiamo ridotto l’indifferenziata del 30% perché non facciamo 2 passaggi settimanali al posto di 3 per risparmiare 80-90 mila euro? La risposta è: non siamo sicuri. Ma i cittadini sono sicuri di non farcela con il loro stipendio. Oggi! Non quando si sveglierà Mantova Ambiente.

Non ci è piaciuto vedere che sono stati fatti sconti alle banche e alle grandi catene di distribuzione e, invece, le famiglie numerose avranno un aggravio di costi superiore all’inflazione 2013.

Capiamo le regole tecniche, ma non capiamo dov’è la politica? E’ la politica che decide i tempi tecnici. Non viceversa. Ma con Mantova Ambiente a Settimo il paradigma è rovesciato.

Non ci è piaciuto un regolamento scritto per altri paesi, per Mantova e provincia forse, ma non personalizzato sulle esigenze di Settimo Milanese.

Sui rifiuti noi del Movimento 5 Stelle continueremo a tenere gli occhi aperti: troppe cose incomprensibili e illogiche ci inducono a fare questo e tenere alta, anzi, altissima la soglia dell’attenzione.

La differenziata, una pratica quotidiana

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Il gruppo che si è occupato della parte del programma riguardante l’ambiente e lo sviluppo sostenibile ha individuato alcuni interventi che possono rendere più virtuoso il nostro Comune in merito alla raccolta dei rifiuti. In questo breve spazio proviamo a descriverne alcuni.

Girando un po’ tra i vari paesi dell’hinterland milanese, ci siamo accorti che alcuni comuni hanno adottato dei cestini pubblici “differenziati”, ovvero dei cestini suddivisi in quattro, con dei contenitori per la plastica e alluminio, per il vetro, per la carta e per l’indifferenziata. Ovviamente non ci siamo meravigliati, perché non sono del tutto una novità questi cestini, però l’averli visti ci ha fatto pensare quanto un provvedimento semplice e a basso costo possa fare tanto sia per l’ambiente ma anche per l’educazione dei più giovani. Proviamo a pensare a vent’anni fa quando si buttavano via tutti i rifiuti domestici in un unico cassonetto, al massimo si faceva lo sforzo di andare a gettare il vetro nelle “campane verdi” in giro per il paese (per me che ero bambino a volte solo per il gusto di sentire il vetro rompersi).

Poi si è iniziata a fare la raccolta differenziata nei condomini, prima solo della carta e della plastica, infine è arrivato l’umido. In una prima fase tutte le famiglie si sono dovute abituare ad una pratica meno comoda, però i più piccoli che vedevano il papà o la mamma iniziare a differenziare in casa i rifiuti, per loro questa è stata percepita come un’azione normale. E allora se è normale all’interno delle famiglie, perché non deve essere possibile anche in giro per il paese? Se il mio senso civico ed ecologico deve essere presente nelle mura domestiche, che senso ha che quando esco di casa non mi sia permesso esprimere tale senso civico? Se al posto dei normali cestini che sono in giro per il paese ci fossero dei cestini per la raccolta differenziata, qual è la quantità di rifiuti che il comune di Settimo Milanese potrebbe differenziare ed usare come risorsa? Riteniamo quindi che un investimento di poca entità quale quella di tali cestini porti in breve tempo un aumento dei rifiuti riciclati e anche un ritorno economico. Non meno importante la parte educativa di questo intervento, perché se il bambino vede il genitore o anche un semplice passante “effettuare una scelta” sull’oggetto da buttare e decidere di buttarlo nell’apposito cestino, quel bambino quando crescerà effettuerà tale scelta in maniera automatica senza nemmeno rendersene conto, acquisendola da subito come “buona pratica”.

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Sempre in tema di educazione, abbiamo pensato che sarebbe bello istituire nelle scuole un evento nel quale le varie classi si “sfidano” a chi porta più rifiuti da riciclare (ovviamente materiali non pericolosi quali carta e plastica). Organizzare anche delle visite guidate che portino le scolaresche a visitare i luoghi dove si riciclano i rifiuti, mostrando così ai bambini dove vanno a finire i loro sforzi di separare gli scarti, e come vengono riutilizzati. E perché no? Magari facendo anche vedere come viene prodotta una bottiglia di plastica o un giornale e quanta materia prima viene usata.