Category Archives: sviluppo sostenibile e ambiente

La rumenta che spaventa.

Mercoledì 10 settembre, alle ore 18.30, la Commissione Bilancio si è riunita congiuntamente alla Commissione Ambiente per decidere sulla Tari, la “tassa sui rifiuti”.

Come cittadini abbiamo il diritto di assistere a queste riunioni (senza diritto alla parola) e questa è veramente un’occasione da non perdere, che andrebbe sempre sfruttata: consente di informarsi, ascoltare i discorsi dei Consiglieri, degli Assessori del nostro Comune , farsi un’idea di come si prendono le decisioni nella Pubblica Amministrazione e soprattutto come viene gestita la cosa pubblica.

riciclareQuesta riunione è risultata particolarmente istruttiva: la nostra impressione è stata che l’unica forza politica che si è preoccupata di capire e comprendere il metodo di tassazione e in generale la gestione della raccolta rifiuti sia stato il Movimento 5 stelle. Al di là delle casistiche personali, al di là della tutela dei privilegi di parenti ed amici, al di là della supponenza e della sufficienza con cui qualcuno ha dato per scontato certi temi, bollandoli come perfettamente comprensibili e giustificabili, senza dare in realtà l’impressione di conoscerli veramente a fondo.

Salvatore Procopio e Matteo Colombo hanno posto le domande che ciascun cittadino minimamente interessato alla gestione dei rifiuti avrebbe voluto porgere ai rappresentanti di Mantova Ambiente:

  • Come va la raccolta con in nuovi sacchetti grigi chippati? Quanto è costato questo servizio? Abbiamo risparmiato dei soldi?
  • Com’è cambiata la qualità della raccolta differenziata da quando è stato introdotto il nuovo metodo?
  • Come fanno a prevedere dove si attesteranno i dati di tutto l’anno utilizzando come trend l’ultima parte dello scorso anno (cioè solo dal momento in cui sono stati distribuiti i sacchetti grigi)? Il dato parziale ‘spalmato’ sui dodici mesi può essere così veritiero?
  • Quanto costa la raccolta dell’umido e dove viene portato?
  • È possibile avere una tabella coi dati e numeri della raccolta?
  • Non potrebbero essere ridotte le dimensioni dei sacchetti grigi, attualmente da 20 litri, dato che la dimensione e la naturale esigenza di riempirli al massimo porta disagio in alcuni momenti per il cattivo odore? A tutti è capitato di avere problemi buttando la confezione in polistirolo sporca di pesce o carne (perché ovviamente non va buttata nella plastica)!
  • Idem per i sacchetti arancioni dei pannolini, anch’essi da 20 litri: l’alta produzione e la materia stessa ci lascia immaginare cosa succede dopo pochi giorni.
  • Perché chi ha 10 box paga al mq. meno di chi ha solo il box di pertinenza?

Tante sono le domande poste e che hanno avuto risposte esaurienti da Mantova Ambiente.

Esaurienti risposte, ma non soddisfacenti nei contenuti al punto da pensare che la questione “rumenta” sia diventata un argomento di cui aver paura. Ma entriamo nel merito delle considerazioni oggettive per meglio comprendere i dati alla mano.

Aver prodotto il 30% in meno di rifiuti indifferenziati rispetto allo scorso anno, non solo non ci ha fatto risparmiare economicamente, ma ha fatto aumentare i costi per i cittadini.

Paghiamo 105 euro a tonnellata per smaltire l’umido e 85 euro a tonnellata per smaltire l’indifferenziata. Se per quest’ultima il prezzo è buono, per l’umido è carissimo. Non si può far meglio? Dicono di no, ma non è vero!

Abbiamo ridotto l’indifferenziata del 30% perché non facciamo 2 passaggi settimanali al posto di 3 per risparmiare 80-90 mila euro? La risposta è: non siamo sicuri. Ma i cittadini sono sicuri di non farcela con il loro stipendio. Oggi! Non quando si sveglierà Mantova Ambiente.

Non ci è piaciuto vedere che sono stati fatti sconti alle banche e alle grandi catene di distribuzione e, invece, le famiglie numerose avranno un aggravio di costi superiore all’inflazione 2013.

Capiamo le regole tecniche, ma non capiamo dov’è la politica? E’ la politica che decide i tempi tecnici. Non viceversa. Ma con Mantova Ambiente a Settimo il paradigma è rovesciato.

Non ci è piaciuto un regolamento scritto per altri paesi, per Mantova e provincia forse, ma non personalizzato sulle esigenze di Settimo Milanese.

Sui rifiuti noi del Movimento 5 Stelle continueremo a tenere gli occhi aperti: troppe cose incomprensibili e illogiche ci inducono a fare questo e tenere alta, anzi, altissima la soglia dell’attenzione.

La differenziata, una pratica quotidiana

Il gruppo che si è occupato della parte del programma riguardante l’ambiente e lo sviluppo sostenibile ha individuato alcuni interventi che possono rendere più virtuoso il nostro Comune in merito alla raccolta dei rifiuti. In questo breve spazio proviamo a descriverne alcuni.

Girando un po’ tra i vari paesi dell’hinterland milanese, ci siamo accorti che alcuni comuni hanno adottato dei cestini pubblici “differenziati”, ovvero dei cestini suddivisi in quattro, con dei contenitori per la plastica e alluminio, per il vetro, per la carta e per l’indifferenziata. Ovviamente non ci siamo meravigliati, perché non sono del tutto una novità questi cestini, però l’averli visti ci ha fatto pensare quanto un provvedimento semplice e a basso costo possa fare tanto sia per l’ambiente ma anche per l’educazione dei più giovani. Proviamo a pensare a vent’anni fa quando si buttavano via tutti i rifiuti domestici in un unico cassonetto, al massimo si faceva lo sforzo di andare a gettare il vetro nelle “campane verdi” in giro per il paese (per me che ero bambino a volte solo per il gusto di sentire il vetro rompersi).

Poi si è iniziata a fare la raccolta differenziata nei condomini, prima solo della carta e della plastica, infine è arrivato l’umido. In una prima fase tutte le famiglie si sono dovute abituare ad una pratica meno comoda, però i più piccoli che vedevano il papà o la mamma iniziare a differenziare in casa i rifiuti, per loro questa è stata percepita come un’azione normale. E allora se è normale all’interno delle famiglie, perché non deve essere possibile anche in giro per il paese? Se il mio senso civico ed ecologico deve essere presente nelle mura domestiche, che senso ha che quando esco di casa non mi sia permesso esprimere tale senso civico? Se al posto dei normali cestini che sono in giro per il paese ci fossero dei cestini per la raccolta differenziata, qual è la quantità di rifiuti che il comune di Settimo Milanese potrebbe differenziare ed usare come risorsa? Riteniamo quindi che un investimento di poca entità quale quella di tali cestini porti in breve tempo un aumento dei rifiuti riciclati e anche un ritorno economico. Non meno importante la parte educativa di questo intervento, perché se il bambino vede il genitore o anche un semplice passante “effettuare una scelta” sull’oggetto da buttare e decidere di buttarlo nell’apposito cestino, quel bambino quando crescerà effettuerà tale scelta in maniera automatica senza nemmeno rendersene conto, acquisendola da subito come “buona pratica”.

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Sempre in tema di educazione, abbiamo pensato che sarebbe bello istituire nelle scuole un evento nel quale le varie classi si “sfidano” a chi porta più rifiuti da riciclare (ovviamente materiali non pericolosi quali carta e plastica). Organizzare anche delle visite guidate che portino le scolaresche a visitare i luoghi dove si riciclano i rifiuti, mostrando così ai bambini dove vanno a finire i loro sforzi di separare gli scarti, e come vengono riutilizzati. E perché no? Magari facendo anche vedere come viene prodotta una bottiglia di plastica o un giornale e quanta materia prima viene usata.

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