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Un nodo al fazzoletto per la pista ciclabile!

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Venerdì 19 dicembre durante il Consiglio comunale si è discusso anche della modifica al Programma Integrato d’Intervento (o PII), in merito alla convenzione stipulata con Data 4 Italy (azienda francese che sta costruendo nuovi capannoni nell’area di Castelletto). Nella convenzione precedente c’era inizialmente scritto che Data 4 Italy si impegnava a realizzare opere di comune utilità tra le quali la pista ciclo-pedonale di collegamento con il centro del paese; nell’attuale convenzione si dice che ora l’azienda francese realizzerà le opere di riqualificazione concordate all’interno del proprio terreno (quali marciapiede, verde, pista ciclabile interna al comparto, sistemazione della testa del fontanile, ammodernamento del sistema fognario) ad esclusione della pista ciclo pedonale.

Come? Ma è proprio quest’opera e la sua realizzazione che interessano particolarmente ai cittadini perché è attesa da anni!

L’amministrazione ha voluto ribadire durante il Consiglio che la variazione al progetto non significa che la pista ciclabile non si farà, ma se mai, che la sua realizzazione potrebbe anche costare di meno se fatta direttamente dal Comune e non dalla Data 4 Italy (sfruttando quindi il ribasso d’asta). Quello che noi non vorremmo è ritrovarci in una situazione (diffusa) in cui “ribasso d’asta” si traduce spesso in un ribasso della qualità di tale opera. Infatti se è pur vero che un “ribasso” consente una realizzazione più economica, è altrettanto vero che non si può escludere un aumento nel tempo delle spese di manutenzione.

Per queste considerazioni e a causa dell’oppo­sizione fatta alla modifica del PII, l’attuale Amministrazione ci ha accusato di essere noi quelli contrari alla realizzazione di tale opera. Cari signori del PD, questa lettura “facile” non aiuta i cittadini a capire le reali motivazioni che guidano le nostre azioni. Ci domandiamo: volere che si obblighi la Data 4 Italy a costruire la pista ciclabile è non volere la pista ciclabile? Altre argomentazioni presentate dai consiglieri del PD affermavano che i lavori della pista sarebbero partiti solo dopo l’acquisizione dei terreni. Ci domandiamo ancora: quando saranno acquistate queste aree? Quale termine temporale ci garantirà con certezza una data di inizio lavori? Ricordiamo che la precedente imponeva di iniziare i lavori entro sei mesi dalla cessione delle aree acquistate dal Comune.

Sareb­be più facile ammettere, vista la situazione in cui versa il bilancio comunale, che la modifica al progetto serva per fare cassa ed avere soldi per poter acquisire i terreni (risorse decisamente inferiori all’intera spesa per realizzare la pista).
Ma siamo certi che con il patto di stabilità e i continui tagli da parte del governo centrale ai Comuni, l’anno prossimo siano stanziati davvero i fondi per comprare i terreni e realizzare la pista?
Non ce ne vogliano gli attuali governanti, ma queste non ci sembrano domande da gufi o populisti; ci sembrano dubbi legittimi da cittadini che ormai troppe volte si sono sentiti fare promesse non mantenute, dubbi di citta­dini che vogliono fortemente vedere realizzato qualcosa nei tempi e nelle modalità concordate, che era parte integrante del programma elettorale di questi signori!

Un altro dubbio legittimo ci arriva dall’altra “oppo­sizione”, quell’opposizione che spesso e volentieri parla contro ma vota a favore, che sembra preoccupata di “far pagare meno tasse per i cittadini”, ma poi fa tutt’altro…
In conclusione ci viene da pensare che effettivamente questi soldi servano per fare cassa ed evitare lo sforamento del patto di stabilità. C’è il fondato rischio che anche per l’anno prossimo ci sentiremo dire l’ormai ripetuta e abusata scusa del “non ci sono i fondi… il patto di stabilità ci soffoca…” e che quindi la pista ciclabile rimarrà l’ennesimo progetto sulla carta (la loro) e niente più.

Già perché dopo aver promesso ai cittadini (pagina 21 del programma elettorale del PD) la pista ciclabile, il 19 dicembre 2014 abbiamo ricevuto un’altra promessa da parte dell’am­mini­strazione che la pista ciclabile tra Settimo e Castelletto si farà. Noi, che non siamo gufi, ci facciamo il nodo al fazzoletto un po’ come Striscia la notizia e vi terremo informati sull’evolversi della situazione.

Ex Ferretti: domande precise, risposte vaghe…

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Durante il Consiglio Comunale del 9 settembre 2014 il M5S ha presentato un’interrogazione sulla ex Ferretti.

Che cos’è l’area ex Ferretti? È un’area artigianale che si trova lungo via della Libertà, in una zona centrale di Settimo, che da anni è interessata da un’ipotesi progettuale in variante al Piano di Governo del Territorio (PGT) . In quest’area è stata prevista la suddivisione in quattro comparti (‘lotti’), che subiranno trasformazioni edilizie in tempi diversi.

Il primo comparto a subire un cambiamento è composto dalla cortina e dall’edificio ‘a torre’ lungo via Libertà e da alcuni capannoni interni dismessi: le uniche parti dell’area non più produttive. I proprietari (vari soggetti, tra cui cooperative del territorio) ne ha previsto la demolizione e la successiva realizzazione di due nuovi edifici in edilizia convenzionata, alti circa 8 piani, destinati soprattutto a giovani coppie.

Perché una interrogazione? Per capire quale è il progetto sull’area: abbiamo ripercorso le tappe dello sviluppo e fatto 4 domande precise alla nuova Giunta:

  • siete d’accordo con la precedente Amministrazione sulle variazioni progettuali previste?
  • siete d’accordo sulla suddivisione in comparti dell’area e lo sviluppo in tempi diversi?
  • ritenete che tutti i soggetti coinvolti siano stati tutelati allo stesso modo?
  • ritenete necessario valutare l’impatto dei nuovi abitanti sui servizi locali (ad esempio le scuole che accoglieranno tra qualche anno i nuovi nati delle giovani coppie)?

Cosa ha risposto la nuova Amministrazione?

Ha sostanzialmente confermato le scelte della precedente Giunta, indicando però la possibilità di rivedere e riconsiderare gli elementi previsti nel progetto.

Ha scritto che i cittadini di Settimo Milanese si aspettano un grande intervento di qualità urbanistica e architettonica e che i futuri cittadini aspirano ad una casa di qualità a prezzi accessibili.

Cosa abbiamo replicato durante il Consiglio Comunale del 30 ottobre?

Matteo Colombo ha detto che a domande precise sono state date risposte vaghe e si è fatto portavoce delle nostre certezze:

  • che i cittadini di Settimo non hanno delle aspettative sul progetto, perché non sono mai stati informati e coinvolti: i pochi che lo sanno sono preoccupati dall’ennesima colata di cemento;
  • che i proprietari, le cooperative, hanno delle aspettative: perché da anni attendono di poter costruire nell’area;
  • che già in passato sono state fatte previsioni sbagliate sui nuovi insediamenti e il carico dei servizi (pensiamo ai nuovi residenti arrivati a Seguro e a Villaggio Cavour da qualche anno e alle problematiche nate dalla insufficiente capienza dei nostri edifici scolastici).

Ci auguriamo che la revisione del progetto porti ad una pianificazione condivisa con la popolazione e capace di valorizzare e rendere attrattiva un’area vicina al centro di Settimo.

Auspichiamo che la consulenza di 7000 euro richiesta dall’assessore Micheloni per questo progetto lo aiuti a fare scelte di qualità a favore di chi abita e vive Settimo tutti i giorni.

La progettazione partecipata: per un futuro condiviso.

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Architettura e urbanistica L’architettura è un affascinante mix tra discipline di ambito umanistico e discipline scientifiche: ha delle basi emotive e creative che si uniscono a dati concreti e matematici : l’Architetto sviluppa un progetto attraverso la sua fantasia, ma deve stare dentro a regole e norme ben precise affinché quello che ha pensato sia concretamente realizzabile.

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L’architettura coinvolge ciascuno di noi: tutti abitiamo un’architettura e tutti viviamo spazi architettonici, più o meno costruiti. L’urbanistica è quella parte dell’architettura che si occupa della scala territoriale : <(…) nessuno può chiudere gli occhi di fronte all’edilizia che forma la scena della vita cittadina e porta il segno dell’uomo nella campagna e nel paesaggio>. Così scriveva Bruno Zevi nel libro Saper vedere l’architettura stampato nel 1948 dall’editore Giulio Einaudi.

Sono passati molti anni, ma questo concetto è ancora oggi attuale: spesso non conosciamo o non comprendiamo il metodo con cui lo spazio intorno a noi viene modulato e reso abitabile.

Tentiamo allora di rendere ‘trasparente’ questo argomento per diventare, anche sotto questo aspetto, cittadini informati e consapevoli e fissare lo sguardo sulla realtà che ci circonda.

Dal 2005 una legge della Regione Lombardia ha sostituito al Piano Regolatore generale (PRG) un nuovo strumento urbanistico: il Piano di Governo del Territorio (PGT), con lo scopo di definire l’assetto de territorio comunale attraverso tre atti (documento di piano, piano dei servizi e piano delle regole). Il PGT ha introdotto diverse novità concettuali come la partecipazione, la compensazione, la perequazione e l’incentivazione urbanistica. Se questi ultimi termini definiscono importanti principi rispetto alla edificabilità, il primo ha, dal nostro punto di vista, una grande importanza per un futuro consapevole e sostenibile.

progettazione-partecipataLa progettazione partecipata Il primo atto che l’amministrazione comunale è tenuta a fare quando decide di iniziare la stesura del PGT è informare cittadini e associazioni dell’inizio del processo, per formulare proposte. Questo strumento è stato adottato anche a Settimo Milanese, dall’attuale PGT in scadenza nel 2015(attraverso incontri pubblici svolti sul territorio) e nel progetto di recupero della Fornace (attraverso il coinvolgimento dei bambini di Vighignolo), (RIF)

Ma il nostro pensiero è che questo strumento debba essere adottato in modo continuo nella trasformazione del nostro paese la progettazione partecipata consente la costruzione di ponti tra istituzioni, progettisti e cittadini. Il lavoro dei progettisti viene avvalorato dalle indicazioni di chi ha esperienza diretta di vita sul territorio portando una serie di vantaggi: le scelte condivise dall’inizio non creano conflitto una volta realizzate e portano benefici sociali che vanno oltre il progetto, perché si crea coesione sociale e si sviluppa l’appartenenza al territorio, nonché il desiderio di tutela dello stesso, vissuto come bene comune.

Esempi concreti In Europa si sono sperimentati diversi processi partecipativi fin dagli anni Settanta (Danimarca, Svezia e Inghilterra) per programmi residenziali di riqualificazione e di nuovi insediamenti. Queste esperienze dimostrano quanto sia importante istruire in modo permanente i cittadini, così da renderli protagonisti del loro ambiente di vita. Ora è l’Unione Europea a trasmettere indirizzi di intervento nazionale e locale per incentivare i processi partecipativi in tutte le azioni di intervento territoriale e in alcune Regioni italiane si sono sviluppati interventi interessanti, ne citiamo alcuni:

–          l´area dell´ex mercato ortofrutticolo di Bologna: il coinvolgimento e al confronto tra il quartiere Navile e il Coordinamento di diversi comitati e associazioni di cittadini, il Comune ha modificato in misura sostanziale e con il consenso della popolazione il Piano adottato dalla precedente Giunta oggetto di numerose osservazioni.  http://www.comune.bologna.it/laboratoriomercato/download/nuovo_mercato.pdf

–          Correggio (Re): un lungo processo di partecipazione ha coinvolto soprattutto i più giovani, portando alla realizzazione del quartiere “Le Coriandoline” interamente a misura di bambino, con ampi spazi verdi e dieci case tutte diverse fra loro. http://www.coriandoline.it/ita/

–          il “Contratto di paesaggio” per la provincia di Terni : una forma innovativa di governo del territorio che mira alla conoscenza, tutela e promozione dei valori paesaggistici , affidando tutto al processo di partecipazione che sarà vincolante nelle azioni a tutti i livelli di pianificazione. http://www.illaboratoriodelpaesaggio.it/contr/index.html

I processi partecipati dunque come soluzione al conflitto e come scenario per scelte condivise a 360°: gli esempi concreti mostrano che con questo strumento sono affrontabili tanti temi correlati: la viabilità, la convivenza tra generazioni, il recupero di aree degradate e anche il consumo di suolo, per andare sempre più verso uno sviluppo sostenibile.

APPROFONDIMENTI:

http://www.comune.bologna.it/pratello/media/docs/quattrolivelli.pdf

http://www.uniroma2.it/didattica/NUR/deposito/1.4_Urbanistica_Partecipata.pdf

http://www.habitat-italia.it/social/23-12-2013/news/la-progettazione-partecipata-nuova-frontiera-urbanistica/

http://www.comunivirtuosi.org/