CHI SIAMO

DA SETTIMMAGINI AL MOVIMENTO 5 STELLE DI SETTIMO MILANESE

“Ci sarà un momento in cui le generazioni future si chiederanno:
«A cosa pensavano i nostri genitori?
Perché non si sono svegliati quando ne avevano la possibilità?»
Prepariamoci sin d’ora a rispondere a questa domanda”.
(Al Gore, premio Nobel per la Pace 2007)

 

Si può vivere in una città di poco meno di 20.000 abitanti, girare con i propri figli, lavorare, studiare, avere una casa, partecipare, insomma vivere la propria vita di ogni giorno provando a dare un piccolo contributo quotidiano perché il “paesello” sia migliore? Noi pensiamo di sì. Vuoi sapere come fare e quando? Allora ti raccontiamo una breve storia del gruppo di persone che ci sta provando da un po’ di tempo e delle varie fasi del loro sviluppo e alla fine, “se ti immagini” qualcosa di diverso, forse potrai far parte anche tu di quella storia e raccontarci un giorno la Settimo che vorresti.

Primi Passi

Quattro anni fa un gruppo di giovani di Settimo Milanese decise che era giunto il momento di pensare a un cambiamento e di provare a osservare meglio la città per capire come fare per renderla migliore. Per carità: non sempre cambiare è migliorare, soprattutto in tempi di crisi dove tutto diventa così difficile e vano, dove anche le motivazioni più forti sono messe a dura prova. Tuttavia, convinti che non sempre la crisi conducesse necessariamente a immobilismo e a frustrazione, ma che offrisse anche nuove opportunità e nuove forme di condivisione e di partecipazione, hanno mosso i primi passi. D’altronde migliorare il proprio Comune non era un sogno, un’utopia, ma semplicemente la voglia di alcuni cittadini di seguire il loro bisogno di comunità, la volontà di papà, mamme e lavoratori di partecipare alla vita di Settimo per dire cosa volevano fare, per creare in momento di insicurezza globale una collettività più attenta ai bisogni reali. C’era in questo gruppetto di persone un’energia nuova mai provata prima…

In modo assolutamente spontaneo quel gruppo si guardava attorno, studiava le situazioni e si domandava: “Perché non lo facciamo?” E qualcun altro diceva: “Sì ma come facciamo?”

Allora hanno pensato che prima fosse necessario guardarsi in faccia, parlarsi e raccontarsi cos’era Settimo per ciascuno di loro; era necessario analizzare la situazione attuale e proporre soluzioni per risolvere problemi comuni. Hanno scoperto che molti cittadini non volevano occuparsi di queste problematiche, convinti com’erano “che tanto c’era l’amministrazione comunale a risolvere tutto”, a vigilare seriamente sui problemi della collettività. Ma quel gruppetto curioso assaporava già da allora la sensazione che occuparsi della cosa pubblica era una questione da non delegare e dimenticare, ma un mondo in cui entrare direttamente se si volevano cambiare davvero le cose; quel gruppetto di persone aveva un’altra visione della politica e pensava già che nella Settimo i cittadini dovessero essere informati su ogni delibera, pensava che dovessero essere parte integrante di ogni decisione… di ogni vera democrazia. Erano convinti che i veri fautori delle scelte della comunità fossero i cittadini e non il primo cittadino e gli altri amministratori locali del Palazzo…  stava nascendo una nuova idea di politica e di vita di comunità.

 

Abbiamo due orecchie e una sola bocca proprio
perché dobbiamo ascoltare di più e parlare di meno.
(Zenone di Elea)

 

La nostra prima voce: il Blog

Ma quale strada poteva imboccare quel gruppetto per non rimanere così sparuto, per crescere e per far conoscere le nuove idee che uscivano nei loro incontri sempre più frequenti? Quale mezzo e quale linguaggio usare? Ma certo: la rete (un medium libero, veloce e perlopiù gratuito); il modo migliore per permettere a tutti di raccontarsi e incontrarsi! Hanno aperto un blog intitolato “Settimmagini”, quello spazio digitale raccoglieva la loro visione, i loro progetti, perché non sopportavano l’idea che la gente, i cittadini non potessero partecipare liberamente avanzando proposte tratte da esperienze vissute nel territorio, da forme di risparmio e di efficienza. Poi quel gruppo di cittadini curiosi ha scelto di andare in Comune per vedere davvero cosa succedeva nelle “stanze del potere” e per liberarsi dal torpore delle scelte prese sempre da altri.

Lentamente ma inesorabilmente qualcuno ha cominciato ad accorgersi che forse si poteva vivere la città in modo attivo e propositivo. Spulciando tra i meandri delle altre amministrazioni comunali di Italia si sono accorti che tanti altri stavano percorrendo la stessa strada e che non sempre i soldi rappresentavano i limiti reali o la base del successo di ogni iniziativa locale. Gli esempi di efficienza non mancavano: c’era addirittura un sindaco che aveva bloccato la cementificazione del suo paese e una signora che aveva reinventato la raccolta di rifiuti per realizzare un vero e proprio business.

Dentro il Palazzo

Rimaneva una cosa da fare: raccontare cosa faceva l’amministrazione della città. Perché tanta gente nemmeno sapeva che c’era un’amministrazione comunale, una macchina che inesorabilmente e troppo spesso disattendeva la volontà della comunità semplicemente non ascoltandola e si occupava in primis di deliberare e governare, attività –queste ultime– troppo spesso slegate al tessuto cittadino e vicine a interessi di parte. Allora via alla scoperta del palazzo, un palazzo tutto da aprire… come una scatola di tonno. Cosa si poteva fare ancora? Prima di tutto andare ad assistere ai Consigli Comunali e alle commissioni, studiare per decifrare quel linguaggio volutamente criptico e burocratico che vigeva in molte istituzioni, quel linguaggio pieno di parole e vuoto di contenuti. Secondo, “rompere” le scatole al Sindaco e agli Assessori e portar loro proposte, idee e le opinioni e le voci della gente, dei cittadini con cui quel gruppetto si confrontava sotto il cielo di Settimo.

 

I Comuni Virtuosi

E sopra quel cielo iniziavano a brillare le stelle… sapevamo di non essere soli; esisteva già un’associazione di persone che aveva deciso di fare la stessa strada: I Comuni Virtuosi. Dicevamo: “Ma dai allora si può fare. Ehi, usiamo queste parole nel blog di Settimmagini e raccontiamo i nostri progetti”:

La parola Settimmagini invita ad immaginare…immaginare come potrebbe essere migliore un paese già organizzato come Settimo Milanese. Abbiamo degli esempi, i famosi “comuni virtuosi” sparsi in tutta Italia. Dobbiamo solo seguire la loro strada, attuando tutte le linee guida: Gestione del territorio – Impronta ecologica della macchina comunale – Trasparenza – Rifiuti – Mobilità sostenibile – Nuovi stili di vita. Settimo Milanese può essere migliore…basta poco. Basta volerlo, abbandonare gli interessi personali e pensare a quelli collettivi, al bene di tutti, al bene per tutti.

Settimmagini una parola ma anche un’idea: provare ad immaginare Settimo in modo diverso, a immaginare la Settimo che vorresti. Nel loro piccolo quel gruppo gradatamente ha cominciato a raccogliere qualche risultato, ha dato lo spunto all’amministrazione perché rendesse visibile il Consiglio Comunale in streaming e perché aprisse una rete wi-fi comunale embrionale,  segno tangibile del cambiamento dei tempi e delle nuove esigenze dei cittadini. E incredibilmente l’amministrazione ha intrapreso quella strada. Ci siamo detti :“Ma allora facciamo di più che ci ascoltano! Le buone idee sono sempre state contagiose”. Ma quelle stesse istituzioni che ci avevano  prima accolto, che avevano in prima battuta dialogato con noi ad un certo punto hanno cominciato a mettere in discussione le nostre idee, a non ascoltarci più, a non sentire ragioni adducendo tante, troppescuse: “C’è il patto di stabilità, non si può fare. I comuni virtuosi sono piccoli e noi grandi, etc.” COME MAI?!

 

Per arrivare all’alba
Non c’è altra via che la notte
(
K. Gibran)

 

IL MOVIMENTO 5 STELLE

Da Settimmagini al Movimento

Eh già! Settimmagini cominciava a muoversi verso una direzione che a loro, i governanti, non piaceva! Cos’era accaduto? Era successo che il gruppo si era imbattuto in una realtà nuova che rispecchiava le sue idee, le intrecciava e le fortificava, era il Movimento 5 Stelle già nato nell’ottobre del 2009. Certo il passaggio da semplice gruppo di attivi in un blog ad attivisti aveva determinato una fatica e un impegno maggiore: era necessario confrontarsi con gli altri comuni e organizzarsi, non si poteva pensare solo a Settimo ma occorreva entrare in politica direttamente, cosa alla quale molti di loro non avevano mai pensato. Ma tutti gli sforzi compiuti per migliorare la collettività dovevano tradursi in azioni politiche: in fondo era quello in cui avevano creduto da tanto e forse lo sapevano che si sarebbe giunti. quel punto!

Vita attiva e futuro

Siamo arrivati a una tappa fondamentale della storia di quel gruppetto di persone: quel gruppetto oggi è  una rete di persone, che vedete in giro e con cui confrontarsi, che vedrete sempre più spesso in piazza a lavorare per portare avanti le battaglie dei cittadini; sono la spina nel fianco di chi vorrebbe lasciare le persone lontane dal palazzo, lontane dalle decisioni che toccano tutti. I dati confermano che il M5S rappresenta l’ultima speranza democratica di questo pazzo Paese chiamato Italia.

Già nelle ultime elezioni politiche (febbraio 2013) gli effetti sono stati visibili a tutti: quella rete di attivisti ha contribuito al successo del Movimento 5 Stelle nazionale e a Settimo si è classificata come seconda forza politica della città. Va detto che questo risultato elettorale è stato il migliore di tutto il milanese. A questo punto il passo è stato inevitabile: molti di loro hanno deciso che a Settimo si poteva ribaltare il concetto di rappresentanza politica ristretta e portare la volontà di tutti i cittadini nell’amministrazione comunale: è questo il senso della democrazia diretta del M5S. Per questo motivo quel gruppo ha creato una lista e ha deciso candidarsi alle prossime elezioni amministrative di maggio 2014, ben sapendo che uno vale uno e che quell’uno è sempre e soltanto la voce del popolo da tenere viva per attraversare questa “notte” difficile che vive il nostro Paese.

Il resto della storia continueremo a scriverla a cinque stelle e, se saremo insieme, sarà un successo.

Vinciamo Noi!