Democrazia è… mettere tante belle bandierine!

Il Consiglio Comunale convocato il giorno 30 giugno 2015 presso la sala consiliare ha tentato di battere un record personale protraendosi -a ragione- oltre le 2 del mattino in una difesa a oltranza di quegli strumenti democratici che questo governo sembrano non conoscere: il dialogo con le forze di opposizione. Ecco che allora dietro lo scorrere noioso dell’ordine del giorno del Consiglio Comunale, al punto 5 (Esame ed approvazione del Regolamento per l’istituzione e la disciplina del Registro Amministrativo delle Unioni Civili) Forza Italia ha presentato ben 200 emendamenti che volevano far leva esattamente sulla natura, ormai risaputamente antidemocratica, di questo governo monocolore, arrogante e che ha solo una volontà: bocciare le proposte degli altri per poi metterci tante bandierine ad indicare che LORO fanno e LORO solo propongono. E allora evviva lo strumento degli emendamenti, evviva l’ostruzionismo a oltranza.

E per capire davvero con quali governanti abbiamo a che fare, ci sembra doveroso riportare qui di seguito l’intervento letto dalla nostra consigliere Marta Fusari a seguito della votazione (favorevole) all’istituzione di un Registro per le Unioni Civili. Inutile dire che questa non era una proposta del PD, ma lo è diventata utilizzando i soliti schemi di governo.

Come tutti noi sappiamo il Movimento 5 stelle ha presentato mesi fa una mozione per impegnarvi nel conseguimento di questo obiettivo comune e voi, come maggioranza, vi siete astenuti nella votazione solo dopo aver tentato di trasformare la mozione in un vostro prodotto. Non sto a ricordare a questo Consiglio la corsa nella convocazione di un consiglio comunale per approvare il Registro prima che il Movimento Cinque Stelle discutesse la mozione, perché ce lo ricordiamo tutti. Ora, ci chiedete di votare un documento nei cui principi crediamo fermamente così come crediamo che sebbene non abbia una validità giuridica sia un passo intermedio ed importante soprattutto per stimolare lo Stato sovrano a legiferare sul tema. Ma crediamo anche nell’onestà del governare. Non abbracciamo il “metodo delle bandierine”, che prevede il mettere la firma su un progetto per poi farne mera propaganda sulla falsa riga del “Forse non tutti sanno che…”. Più volte siamo stati da voi accusati di non essere collaborativi. Per questo abbiamo seriamente preso in considerazione l’idea di non partecipare alla votazione. Non perché siamo in disaccordo con i contenuti ma perché non abbracciamo le modalità di presentazione di questo registro, con il sostrato che gli sta alle spalle. Parlo di quell’onestà intellettuale che voi non avete rispettato: voglio oggi mettere in evidenza quell’arroganza politica (seppur supportata dal risultato elettorale) che fa parte del vostro DNA. Chiedete sempre collaborazione ma non ne date mai, svuotando di significato con risposte troppo spesso non soddisfacenti il lavoro dell’opposizione. Voglio mettere oggi in evidenza quell’apparato amministrativo- politico che impone a prescindere, in pieno regime democratico, il proprio punto di vista e lo fa sempre, senza alcuna reale contrapposizione. Voglio farlo perché per noi fare politica significa, -soprattutto in ambito locale-, fare nuova politica non solamente avere una nuova Giunta; fare politica è non vedere attuati sempre i soliti schemi. Signori, è tutta un’altra cosa. Detto questo, abbiamo deciso proprio perché questa proposta è fortemente voluta dal M5S, di rimanere seduti e di votare; di non iniziare una guerra tra poveri; di distaccarci dalle vostre logiche e da queste premesse negative perché il bene comune supera ogni prevaricazione politico-amministrativa. Quindi voteremo sì.