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Rifiuti: uno su tre a Settimo non usa il sacchetto “chippato”!

Nel Consiglio comunale del 27 febbraio uno dei punti in discussioni più importanti è stata certamente la discussione per l’approvazione del Piano Finanziario servizio rifiuti per l’anno 2018 e per l’approvazione  delle tariffe di natura corrispettiva per il servizio rifiuti per l’anno 2018. In sostanza si è parlato di gestione dei rifiuti e delle tariffe per le varie utenze.

ABBIAMO VOTATO NO a entrambi i punti trattati insieme e votati separatamente. I motivi della nostra votazione contraria sono dovuti al fatto che anche se nel 2018 i cittadini di Settimo avranno una diminuzione di poco superiore all’1% nella bolletta di Mantova Ambiente non ci convince la politica della raccolta puntuale (il sacchetto “chippato” per intenderci) che l’amministrazione sta portando avanti.

Come l’anno scorso abbiamo chiesto a Mantova Ambiente i dati sul totale delle utenze di quanti NON hanno mai usato il sacchetto chippato e quanti lo hanno usato, oltre a quello ci siamo fatti dare il numero di persone che sono sotto la soglia minima, quanti all’interno della minima ma sotto la massima e quanti sono sopra la soglia massima.

Dai dati di Mantova Ambiente risulta che chi NON usa il sacchetto chippato è aumentato di più del 4% rispetto l’anno scorso arrivando a toccare il 37% del totale delle utenze, cioè più di una utenza su 3 a Settimo NON usa il sacchetto chippato. Nonostante questo i dati generali dicono che la raccolta differenziata va bene e migliora anche se in minima parte. Per quanto riguarda gli altri dati risulta che il 96% delle persone che usano il sacchetto chippato sono al di sotto della soglia minima di svuotamenti, il 4,5% sono all’interno del range e solo lo 0,5% supera la soglia.

Detto tutto questo, ci viene da chiedere: perché nonostante la nostra insistenza è il terzo anno che le soglie non vengono riviste al ribasso? Ci sembra inconcepibile che Mantova Ambiente continui a sostenere che le soglie vadano bene così quando i dati, di fatto, dicono il contrario.

Ci sembra ancora più assurdo che l’Amministrazione, che l’anno scorso ci dava PIENAMENTE ragione su questi fatti, non abbia approfittato del bando di gara per mettere certi paletti a chiunque vincesse la gara d’appalto (ricordiamo che l’unica a presentarsi al bando è stata Mantova Ambiente).

Un’amministrazione dovrebbe essere attenta a questo e ad altri obiettivi che sono indicati nella relazione del piano finanziario, ma che non trovano aderenza nella gestione di questa maggioranza.

Parliamo del l’applicazione di sistemi di tariffazione che, oltre a salvaguardare il principio europeo “chi inquina paga”, portino ad una equa e giusta ripartizione dei costi in base ai comportamenti, più o meno, virtuosi tenuti dall’utenza. A Settimo invece chi differenzia male e inquina non paga di più!

Se si cominciasse a multare chi non fa correttamente la raccolta (una utenza su tre) si avrebbe un avanzo maggiore  (rispetto ai 39.000 Euro indicati) e di conseguenza i costi generali di gestione diminuirebbero di quello striminzito 1%. Il risparmio, se si applicassero correttamente le regole, potrebbe essere molto superiore: allora sì che si potrebbe dire che chi si attiene agli obiettivi dell’amministrazione comunale.

E saremmo i primi a dire che a Settimo paga DAVVERO di meno chi fa bene la raccolta differenziata e paga DAVVERO di più (perché multato) chi la raccolta non la fa, oppure la fa male.