TARtassatI un’altra volta

Molti cittadini in questi giorni stanno ricevendo il bollettino da pagare per il “corrispettivo rifiuti”.
Le lamentele sono molte e comprensibili.
Infatti, a fronte di un atteggiamento virtuoso dei cittadini, la “tassa” rimane stabile o cresce. In altre parole i cittadini differenziano sempre meglio, ma l’unica a beneficiare della nostra virtuosità è la nostra amata Mantova Ambiente, con un aumento del fatturato.
I conti non sono facili da comprendere, neanche per me che faccio parte della commissione bilancio del Comune, ma proverò a spiegarli.

Il corrispettivo si divide fondamentalmente in tre parti:

  • quota fissa
  • quota variabile raccolta differenziata (quota variabile 1)
  • quota variabile a misura (quota variabile 2)
In realtà sono tre parti fisse, ma ci si diverte a chiamarle così (non è solo questione di divertimento).
La quota fissa si ottiene da due fattori. Il primo dipende dal numero di componenti della famiglia, l’altro dal numero di metri quadri abitati.
quindi = (euro/mq.) X (mq.)
La quota variabile raccolta differenziata o quota variabile 1 dipende dal numero di componenti della famiglia e presume che ogni famiglia ogni giorno produca un tot. kg. di rifiuti differenziati (carta, plastica, umido, vetro, ecc.) . Cosa avrà mai di variabile? Che tu sia virtuoso o no paghi quella cifra.
La quota variabile a misura o quota variabile 2 è determinata dal numero di sacchetti “chippati” che noi conferiamo nel cassonetto nero. Ogni sacchetto costa €/lt. 0,032421 X 20 litri. In altre parole circa 65 centesimi a sacchetto. Ma anche questa è stata trasformata in fissa. Infatti chi amministra Settimo ha deciso che minimo ogni famiglia deve conferire tot. sacchetti. Se non lo fa è perché c’è del marcio (non nel sacchetto). Infatti prevede che un single debba conferire almeno 16 sacchetti all’anno. Una famiglia di 4 persone minimo 48 sacchetti (vale a dire, ferie escluse, un sacchetto alla settimana. Anche qui quindi hanno trasformato in fisso ciò che è variabile per sua natura. Anche qui non si premiano i cittadini virtuosi, anzi si sospetta di loro.
Alle tre quote si sommano l’addizionale provinciale (5%) e l’IVA (10% non sull’addizionale però).
Cosa c’è che non va?
1. Sono diminuiti i rifiuti indifferenziati, ma i passaggi sono sempre tre alla settimana. Si potrebbero risparmiare oltre 130.000 euro su 411.000 euro passando solo due volte la settimana. (N.B. in molti paesi si è già arrivati ad un passaggio settimanale!)
2. Paghiamo 105 euro a tonnellata per smaltire l’umido (più dell’indifferenziato!), quando in zona si riesce a smaltire ad 80 euro a tonnellata. Altro risparmio di oltre 40.000 euro su 173.000.
3. La gestione della piattaforma ecologica, oltre a far buchi da tutte le parti con furti e situazioni anche pericolose, potrebbe essere fatta alla ricicleria AMSA distante poche centinaia di metri. Anche qui qualche decina di migliaia di euro da risparmiare.
4. Si potrebbe chiedere dettaglio dei costi generali di gestione che ammontano ad ormai 130.000 euro senza che siano mai stati giustificati da Mantova Ambiente.
5. Si potrebbe educare meglio la cittadinanza ad acquisti senza confezioni, o perlomeno ridotte. Si potrebbe andare a parlare con i due grossi centri commerciali per la produzione di imballaggi facilmente riciclabili. Avete presente i sacchetti con carta e plastica insieme e altre cose simili? Vi ricordo che se abbiamo diminuito l’indifferenziato, al contempo la quantità di rifiuti totale e cresciuta seppur di poco.
In altre parole è necessario che l’amministrazione cominci a lottare con Mantova Ambiente per far risparmiare i cittadini. A quando una diminuzione della “TASSA RIFIUTI?”. Ogni anno se ne inventano una per farla crescere o non diminuire. Speriamo il 2015 sia l’anno della svolta, ma faccio fatica ormai a crederci.
Salvatore Procopio.